Emergenza Coronavirus: l’analisi di Piero Cezza

Emergenza Coronavirus: l’analisi di Piero Cezza
6 Marzo 2020
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Il presidente del Comitato Regionale Lombardo analizza sulle pagine di Tutto Volley Lombardia di oggi il momento alla luce dei tanti problemi che questa situazione ha creato.

Due settimane che hanno di sicuro condizionato fortemente, se non sconvolto, la vita quotidiana di alcune Regioni. Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna quasi paralizzate in ogni attività̀ per limitare al massimo il contagio da Coronavirus, un “nome” ormai purtroppo tristemente conosciuto da tutti. Inevitabile, in questa situazione, che anche lo sport in generale e la pallavolo in particolare, subisse le conseguenze di chiusure, blocchi e limitazioni stabilite da Governo, Regioni e Comuni. 

«Prima di tutto – esordisce Piero Cezza, Presidente del Comitato Regionale – vorrei esprimere la totale solidarietà̀ alle Società, ai Tecnici, agli Atleti, ai Dirigenti e soprattutto alla popolazione dei dieci Comuni della zona “rossa” che sono i più̀ colpiti. Tutta la pallavolo lombarda è loro vicina e si augura che la situazione possa risolversi al meglio e al più̀ presto possibile». 

A Codogno e negli altri nove Comuni vige addirittura il divieto di allontanamento. In tutto il resto della Lombardia ci sono parecchie limitazioni. Giusto o sbagliato? 

«Ciò che posso dire è che la Lombardia è la Regione sicuramente più̀ colpita. Per il resto non ho elementi sufficienti per esprimere questo parere e in ogni caso sarebbe ininfluente. Ci troviamo di fronte ad una situazione grave e del tutto imprevista in cui c’è di mezzo la salute non solo degli sportivi ma di tutta la popolazione. Le autorità̀ preposte hanno preso i provvedimenti ritenuti opportuni per fronteggiare il Coronavirus e noi dobbiamo adeguarci. Questa premessa deve essere la “cornice” per capire come si sta muovendo la pallavolo».

Blocco totale dell’attività̀ nella prima settimana, ora la possibilità̀ di giocare e allenarsi a porte chiuse anche se quest’ultima direttiva non era del tutto chiara. 

«In effetti all’inizio c’è stata un po’ di confusione riguardo ad alcune disposizioni ma è del tutto comprensibile. Tutti ci siamo trovati di fronte a qualcosa di imprevisto e mai affrontato prima. Ora comunque tutto si è assestato senza più̀ possibilità̀ di equivoci». 

Comunque, anche questa settimana e la prossima niente gare dalla serie B in giù come chiaramente spiegato e motivato dal Presidente Federale Pietro Bruno Cattaneo. Anche per gli allenamenti, pur essendoci la possibilità̀ di farli ovviamente seguendo alla lettera le disposizioni governative, in pratica sono pochissime le Società che tornano in palestra. Perché? 

«I problemi in questo caso sono tanti. Uno deriva dal fatto che praticamente quasi tutte le nostre Società usufruiscono di palestre scolastiche. Il DPCM ha disposto la chiusura di tutte le scuole e, di conseguenza, le Società – con pochissime eccezioni appunto – non possono accedere alle strutture. Poi bisogna tener presente che le misure per allenarsi a porte chiuse sono giustamente molto, molto restrittive. Quindi per i problemi appena esposti, al fine di garantire la regolarità̀ dei Campionati Regionali e dei Giovanili, abbiamo scelto di sospendere tutte le gare». 

Ora però, per serie C e serie D, si pone il problema di recuperarle. Si manterrà̀ il calendario e quindi saranno fatte slittare tutte le giornate successive? 

«La Commissione Gare sta già̀ studiando le alternative ma, qualunque sia la soluzione, potendo paradossalmente giocare fino al 30 giugno – ultimo giorno della stagione 2019/2020 – il problema è superabile in maniera relativamente facile». 

Decisamente più difficile da risolvere quello dei Campionati Giovanili. «Prima di tutto è necessaria 

Una premessa che vale per tutta l’attività̀. Il Comitato Regionale continuerà̀, come fatto finora, a monitorare l’evolversi della situazione in stretta collaborazione con i Comitati Territoriali. Lo scopo è quello di proseguire nell’ambito di una strategia comune che dia a tutte le Società le stesse opportunità̀». 

Quindi per i giovanili? 

«Il Comitato Regionale ha rinviato appositamente la pubblicazione della Circolare di Indizione delle Fasi Regionali dei Campionati Giovanili. Ufficializzarla in questi giorni e poi magari essere costretti a modificarla per eventuali ulteriori provvedimenti del Governo, avrebbe significato creare ulteriore caos. Quindi prima di renderla nota, con i Comitati Territoriali abbiamo fatto il punto e, ad oggi, abbiamo ancora speranze di poter evitare modifiche su quanto già̀ previsto». 

Se invece, dopo l’ultimo DPCM, fosse malauguratamente necessario cambiare? 

«Abbiamo già̀ pronto anche un piano B molto efficiente. Dato però che ancora ci sono margini per mantenere la prima “idea”, per ora la soluzione di riserva resta nei nostri cassetti». 

Ancora una volta quindi la pallavolo si dimostra reattiva e in grado di affrontare al meglio qualsiasi situazione. 

«Direi proprio di sì e questo è frutto della costante sinergia tra Fipav Nazionale, Comitati Regionali e Territoriali. Saper far fronte comune è importante sia per la crescita dell’intero movimento sia per affrontare situazioni serie e impreviste come questa». 

Leggi l’intervista originale su Tutto Volley Lombardia: http://www.lombardia.federvolley.it/data-files/fipavlombardia/dropbox/227/flip_227.pdf

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